venerdì 13 agosto 2010

L'arte "triestina" decolla in Slovenia

Prenderà il vià stasera alle ore 20, presso il Caffé Kavarna @ net ad Ankarano, Capodistria, la nuova mostra personale dell'artista pugliese, triestino d'adozione, Fedele Boffoli, intitolata la Musica dell'Onda.
Un ciclo pittorico ad acrilico su tela, dedicato ad uno dei temi più cari all'autore, il mare, soggetto sempre e comunque prediletto. Le opere della serie I colori dell'onda, più volte esposta, verranno accompagnati da altri dipinti storici, visibili anche nel videovlip Come onde, e dalle musiche dell'arrangiatore e compositore polistrumentista Alessandro Simonetto.
Per la giornata inaugurante è previsto anche il concerto del gruppo Blue Phoenix hce ha precedentemente realizzato per l'espositore, la colonna sonora del recente video Cattedrale di luce dedicato alla chiesa sul mare di Trani.
Un collega e conterraneo dei Boffoli, Francesco Mignacca, critico e scrittore d'arte ha così giudicato le sue opere: "...Creare per vivere, contemplare per sentire, indagare per conoscere, è così che Boffoli intende il suo cammino. La creazione dell'opera diviene il mezzo attraverso cui contemplare il significato, e quest'ultimo riassunto meidante il simbolo gli restituisce l'energia vitale. Nella serie delle Onde, Boffoli non solo raggiunge questo grado di consapevolezza, ma lo fa deflagare in un esplosione di energia che nell'acqua trova il giusto mezzo d'espressione. Vortici, forze, vettori che muovono verso l'identificazione di quel nucleo profondo, quel centro dell'essere che non è toccato né dai dolori, né dalle gioie estreme: un centro di calma simboleggiato dal nucleo dell'onda, che non is fa travolgere dagli sbandamenti emotivi, in cui si ridimensionano gli eccessi e si educa l'anima a livelli più alti di conspevolezza e conoscenza...".
La mostrà si protrarrà fino al 13 settembre seguendo gli orari di apertura del Caffé culturale.

giovedì 5 agosto 2010

Tutte le vittorie sono davvero meritate?

Cari lettori mi scuso per il mio lungo periodo di assenza ma tra i mille impegni non sono più riuscita a pubblicare nulla.
Detto questo ieri sono andata al velodromo di Pordeone a vedere le gare regionali su pista di ciclismo per esordienti, allievi e juniores.
Devo ammettere che sono le mie preferite perchè posso vedere i ciclisti in ogni momento e quindi cogliere tutte le sfumature della corsa. Per svariati motivi poi posso anche accedere ai box dove ci sono le varie squadre e godermi la gara da quella angolazione.
La competizione era palpabile, i direttori sportivi comunicavano le strategie, gli atleti si riscaldavano pronti a sfidarsi. Durante una specialità alla quale stavo assistendo però ho notato una cosa e, stupendomi, ho chiesto spiegazioni a chi ne capisce più di me e la mia  idea è stata confermata.
C'erano 2 atleti in netto vantaggio sugli altri grazie a numerose volate vinte e ve ne erano altri 2 ai quali mancava poco per riuscire a doppiare il gruppo con il maggior numero di corridori e riuscire quindi, in gergo, a "prendere il giro" guadagnando 20 punti e vincendo il titolo di campioni regionali.
Una bella soddisfazione se non fosse che i direttori sportivi li abbiano praticamente fermati favorendo la vittoria dei primi due.
Perchè fare questa manovra se tutti appartenevano alla stessa società?
C'è da aggiungere che uno dei cognomi dei quattro altleti in questino spiccava sugli altri nel mondo delle corse e quindi forse questo ha influenzato la decisione. Credo inoltre che questo non sia stato un episodio isolato ma che in molti casi si usino queste bassezze.
Le domande che mi sono posta dopo questo fatto sono molteplici: la meritocrazia esiste o è solo un'utopia? Cosa si insegna ai ragazzi di oggi? e soprattutto a 17 anni è giusto rimanere nell'ombra per la "gloria" altrui?
Secondo me tutti hanno il diritto di provare quanto valgono perchè nessuno è nato gragario, specie da adolescenti quando si cerca di crescere e capire chi si è e cosa si vuole fare nella propria vita.
Ora sta a voi giudicare ma soprattutto riflettere.

martedì 13 luglio 2010

Sistiana mare: il sabato sera dei teenagers

Anche quest'anno la baia di Sistiana rimane l'indiscussa meta notturna per teenager, ma non solo. Tra la folla di giovanissimi e ragazzi ben oltre i nineteen, anche la sottoscritta era presente perché, come il buon vecchio giornalismo insegna, il miglior modo per scrivere ciò che accade è viverlo in prima persona.
Per mimetizzarsi al meglio il primo passo è fare ciò che fanno gli altri, quindi ore 21:45 presenti a Gorizia- Casa Rossa, in attesa del bus notturno offerto, come da molti anni a questa parte, dall'Azienda provinciale trasporti. L'Overnight, questo il nome del servizio gratuito, registrava il pieno già alla partenza, pertanto niente fermate fino a destinazione.
Prima pecca: numero corriere insufficienti.
Ad informandum: per tutti coloro che volessero usufruire del bus notturno per Sistiana mare, è giusto precisare come funziona. A chi riesce a salire a bordo per la partenza, viene fatto un timbro sul braccio. Con questo timbro ci si può presentare agli stand Overnight per prendere il biglietto di ritorno, sempre gratuito, erogabile per i "non muniti di timbro" solo dopo l'1:00. Per inciso, chi non ha il biglietto non torna a casa, perlomeno non con l'apt.
Tornando al viaggio, i discorsi più quotati sono alcol (per entrambi i sessi) e abbigliamento (solo per le femminucce). Una delle perle udite furtivamente tra i sedili:
bambina 1 "Ehi tu bevi stasera?"
bambina 2 "Certo, non ho mangiato nulla per cena, così mi va in testa prima!"
bambina 3 "Hai visto che bel vestitino ho messo oggi? Cortissimo!
bambina 2 "Sì, anch'io. Ho tutto il sedere di fuori".
Questo e tanti altri discorsi simili per ben 30 minuti di strada. Ma sono sopravvissuta.
All'arrivo puntuale, la baia è già gremita di gente, baracchini pieni, ma ancora nessuna nota dal Cantera Cafè che si anima appena a mezzanotte.
Evidentemente la mimetizzazione dev'essere riuscita alla perfezione, tant'è che all'ingresso mi hanno chiesto i documenti, non necessari però per le bambine nascoste dietro strati di stucco e pittura.
Anche qui una nota, visto che nessuno dei responsabili sul posto ve lo spiegherà : all'ingresso danno un biglietto rosso con cui ci si deve presentare ai baracchini interni per la consumazione obbligatoria pari almeno a 3 euro (costo di una bottiglietta d'acqua da 0,5 l), così da ricevere un altro biglietto, sta volta verde, con cui ci si può presentare all'uscita.
Senza consumazione, quindi senza biglietto verde, non si esce.
Ma c'è di più.
Una volta usciti si può certamente rientrare (auguri per la fila che vi aspetta) ma non con in mano la bottiglietta d'acqua, il bicchiere di Coca Cola o il cocktail acquistato proprio all'interno del Cafè.
Complicato!
Il resto della baia è sicuramente più easy. Musica di tutti i tipi, spazio per ballare e per parlare, e soprattutto nessun obbligo di consumazione.
Quanto al ritorno a casa con la corriera...anche qui ci sono stati dei contrattempi.
Oltre ai tanti sprovvisti di biglietto, che non accettati a bordo hanno cominciato ad insultare l'autista, molti erano visibilmente alterati e hanno pagato passando tutto il viaggio con la faccia in un sacchetto di plastica.
Vi lascio immaginare l'odorino.
Ore 02:45 finalmente a Gorizia: per i più la serata è continuata al di là del confine, per i pochi assonnati o ridotti a zomby ambulanti dall'alcol spettavano le urla dei genitori buttati giù dal letto per venire a recuperarli.

Sfortunatamente questa immersione nella realtà per una cronaca degna non è stata entusiasmante, ma vi ho raccontato tutto e solo quello che ho visto: i ragazzini credono basti camminare su dei tacchi a spillo e avere una sigaretta tra le dita per essere già grandi; i locali sfruttano le debolezze giovanili puntando solo al profitto; chi cerca di porre fine a un problema, purtroppo, può risolverlo solo a metà.
La cosa che personalmente trovo più indegna per la nuova generazione è quella di non saper divertirsi senza star male e non so proprio come si possano rieducare questi poveri giovani, evidentemente privi d'inventiva.
Una cosa è certa, quello che si cerca di fare, ad esempio con il servizio Overnight o con la nuova iniziativa In sicurezza senza alcol, è necessario e utilissimo, ma non sufficiente.
Chi vuole darsi da fare partecipando attivamente a questi progetti non manca mai (mi riferisco allo staff dell'Overnight presente in corriera e a Sistiana) ed è a loro che andrebbe rivolto un grazie sincero visto che l'unica cosa con cui si ritrovano la domenica mattina, è un pò di vomito sulle scarpe.

domenica 4 luglio 2010

Arrivano i saldi. Sarà flop?

Sabato 3 luglio si è aperta la grande stagione del saldo estivo e Trieste non poteva che garantire un gran successo con la notte bianca: negozi aperti dalle 10:00 alle 24:00. Le vie del centro intasate una volta tanto dal traffico pedonale e la cosa dovrebbe far pensare; se i saldi e l'apertura inoltrata dei negozi danno un motivo in più per fare quattro passi allora ben venga, risultati sicuramente positivi per la salute, forse un pò meno per il portafogli.
Ebbene anch'io ho preso parte alla grande ressa e munita d'accompagnatore porta acquisti ho fatto un bel giretto per boutiques. Da via Ghega a via Carducci, poi da pizza Sant'Antonio in Corso Italia fino a piazza Cavana e poi indietro, da piazza della Borsa a via San Francesco e ritorno in piazza Oberdan.
Negozi affollati di gente, strade tutto sommato percorribili anche per i mezzi, almeno fino all'intervento dei tanto temuti quanto odiati vigili urbani (possibile non si rendano conto che la loro presenza invece di smaltire il traffico lo intensifica? Per non parlare del fastidiosissimo fischietto, ostenta un'arroganza tale...).
Godina, Motivi, Oltre, Coin, Extra, Intimissimi, Bata, Tezenis, Max & Co, Foot Locker, Promode, H&M, Pittarello, Gas, Corner e tanti tanti altri negozi presi letteralmente d'assalto, ma anche i bar hanno il loro da fare e infatti l'ora dell'aperitivo riempe banconi e tavolini all'aperto.
Dunque un entusiasmante partenza per i saldi 2010 a contraddire chi fino l'altro ieri urlava alla crisi. Sarà vero allora che il collasso è scongiurato? Non azzarderei nessuna conclusione, posso solo dire che la gente c'era, la voglia di spendere anche, quanto agli acquisti...
Se Trieste ha dato il meglio con la notte bianca certo non ha fatto lo stesso Gorizia. La revocazione dell'ordinanza anti schiamazzi del sindaco Romoli evidentemente non è servita a risvegliare il comune, checchè se ne dica vecchio e stanco. Alle ore 23:15 nessun negozio aperto, gli unici a non deludere i soliti pub e chioschi del Corso.

lunedì 28 giugno 2010

44 spose a Cordenons? No, è il Ballo delle Debuttanti!

Ieri sera sono andata a vedere la dodicesima edizione del "ballo delle debuttanti", un'iniziativa tutta cordenonese per le neodiciottenni.
Questo mi ha portato indietro di 4 anni quando anche io, come loro, varcavo la soglia dell'Eurosporting accompagnata dal mio cavaliere.
Le dame quest'anno erano oltre 40 e sono arrivate alle 21 sopra delle splendide auto d'epoca (io mi ero aggiudicata la mitica alfa spider rossa a suo tempo).

Certo prima di esibirsi davanti a tante persone ci sono le prove da fare e solitamente cominciano un mese prima. Una magnifica Rossella Avon crea le coreografie sulle note del walzer e non solo e, per esperienza personale, dico che non è semplice trasformare dei brutti anatroccoli in cigni aggrazziati in così breve tempo.
Da 2 anni a questa parte ci si può scegliere il cavaliere; mi spiego meglio, se la ragazza desidera partecipare con una persona speciale egli si presenta all'evento in smoking mentre se non ha un "suo" cavaliere i militari della caserma di Cordenons sono ben felici di sfoggiare l'alta uniforme e danzare con lei.
Quando lo feci io invece era rarissimo che un cavaliere non appertenesse all'esercito.

La Filarmonica è stata molto brava e la serata piacevole anche se la mia dipartita dell'Eurosporting è avvenuta prima della fine della serata.
Penso però fossero troppe e troppo schiacciate. La domanda che si pone è se sia giusto aprire le porte del ballo anche a neodiciottenti che non vivono a Cordenons, creando mnagari un numero chiuso oppure lasciare che ogni ragazza che giunge alla maggiore età possa realizzare per una sera un piccolo sogno.

L'evento è suggestivo, abito bianco, fiori, balli; segna in qualche modo un rito di passaggio, tutto sembra voler dire "ora non sei più una bambina ma ti regaliamo una notte magica, come quella che sognavi da piccola. Metti in un angolo la voglia di giocare ad essere una principessa perchè stanotte lo sei stata per davvero".

Ricordo che non vedevo l'ora di parteciparvi, è stata in asssouluto una delle più belle esperienze della mia vita che mi ha regalato tante emozioni e nuove amiche, le migliori , e che tutt'ora mi sono accanto. La serata è impressa nella mia mente, come credo in quella della giovani di quest'anno.
Beh, ammetto che non sono proprio una fan delle iniziative "folpe" però questa merita tutta la mia approvazione. Spero ci saranno moltre altre edizioni e che molte altre ragazze possano avere questa splendida opportunità.

giovedì 17 giugno 2010

Giustizia per Sanaa

Lunedì 14 Giugno si è concluso il processo con rito abbreviato per l'omicidio di Sanaa, la ragazza marocchina uccisa dal genitore il 15 settembre 2009 a Pordenone. Condanna: Ergastolo.
Ma ricordiamo in breve cos'era successo: Sanaa Dafani, giovane di origine marocchina di 18 anni viene accoltellata a morte da El Katawi Dafani, il padre, che lavorava come cuoco in un ristorante della città(in cui io sono spesso andata a mangiare). Perchè vi chiederete, beh semplice: la ragazza era innamorata di Massimo De Biasio, un giovane del luogo e i suoi sentimenti erano ricambiati tanto da aver iniziato a convivere. El Katawi però non si è limitato solo ad ammazare quella figlia indegna ma ha ferito anche il ragazzo alle mani e all’addome. Da dove nasce tale intolleranza? cosa ha fatto di male Sanaa? Come può un padre uccidere una figlia? Credo che in molti si facciano tali domande ma non ci sono vere e proprie risposte. Purtroppo in alcuni Paesi del mondo le donne vengono trattate come schiave e non posseggono quelli che noi chiamiamo "diritti". Sfregiate con l'acido, uccise barbaramente, violentate in tenera età dal proprio marito, imprigionate, torturate. Questo è quello a cui si va incontro nascendo donna in alcune parti del pianeta. Per fortuna l'Italia non è compresa in questa cerchia e la condanna di El Katawi ne è la prova. A volte però mi dispiace non essere nata in Texas, forse lì la condanna sarebbe stata leggermente diversa.




Cinema d'estate: al parco Giulia arriva Dorian Gray

Ebbene si cari lettori, la voce di Pordenone oggi scriverà un pezzo su qualcosa avvenuto fuori dal suo "territorio". Studiando qui a Trieste cerco di vivere al meglio ciò che questa città offre e per l'appunto ieri sera mi sono goduta una serata al parco Giulia in compagnia di Dorian Gray. Infatti proprio sotto casa posso approfittare del cinema all'aperto per ben 2 settimane. I titoli proposti sono recenti e per la modica cifra di 3 euro(ridotto studenti) si può apprezzare la fresca brezza serale e guardare un bel film uscendo dalla routine della tv o dei mondani aperitivi in uno dei mille bar della città. Mi aspettavo di vedere un gran afflusso di personne ma così non è stato, e mi chiedo se non sia mancata un'adeguata pubblicità all'iniziativa.

(fonte foto:http://www.cinema-attractor.it/)


Il romanzo di Oscar Wilde è noto ai più e la sua trasposizione cinematografica ad opera di Oliver Parker è ben riuscita: atmosfera cupa, continui cambi di immagine e attori degni di lode.Questa è stata una delle rare occasioni in cui l'attore(Ben Barnes) che ha interpretato Dorian è molto simile a quello che la mia fantasia aveva a suo tempo, leggendo il libro, immaginato. Un'anima corrotta dal piacere la sua, che poteva vedere attraverso il quadro dipinto da Basil e che con gli anni è diventata putrida e marcia. L'interiore che "fa a pugni" con l'esteriore, ma come scegliere? Come non cadere in tentazione davanti alla prospettiva di una vita all'insegna del piacere? Secondo me è questo che insegna "il ritratto di Dorian Gray", le conseguenze delle scelte e delle amicizie sbagliate, anche ai giovani d'oggi che sembrano vivere vite sfrenate tra alcol e droga senza minimamente curarsi delle conseguenze, di ciò che possono perdere. Dopo più di 100 anni il tema affrontato da Wilde è ancora attualissimo ed è forse questo che distingue un grande romanzo, il fatto di non "scadere" mai.

mercoledì 16 giugno 2010

"C'era un Volt" il tour dell'Enel tocca anche Trieste

Il 13 maggio scorso è partito da Torino il tour "C'era un Volt", promosso dall'Archivio storico Enel in collaborazione con Memoro, la Banca della memoria. Il viaggio tutto italiano che ha toccato piazze cittadine e centrali dell'Enel, un percorso lungo più di 40 tappe, ha come scopo la realizzazione di una banca dati multimediale sugli impianti Enel. Prossima fermata: 19 giugno Piazza Goldoni. Il fulcro del traffico triestino e centro di collegamento con il terziario e l'Altopiano carsico farà da scenografia alla raccolta di video ed interviste alla popolazione locale in merito all'importanza dell'energia elettrica come fattore di cambiamento, sviluppo e modernizzazione. Nessuno strumento migliore per farlo se non quello emblematico del web, così da costruire una sorta di diario con memorie e testimonianze on line.
Per chi volesse avere qualche informazione in più consigliamo di visitare il canale youtube.com/Enelvideo e il sito www.ceraunvolt.it dove sarà possibile lasciare direttamente un proprio ricordo d'energia.

Scuola finita!

Finalmente è passato anche quest'anno di scuola.
Le agoniate vacanze possono cominciare anche se non in tutta spensieratezza visto che gli esiti definitivi dovranno ancora essere esposti in bacheca.
Difficile dimenticare le corse per cercare i professori, tra i corridoi, le classi e il parcheggio, supplicarli perchè concedano l'ultima occasione per recuperare e strappare un 6. O ancora le notti passate a fare riassunti, a studiare e poi ripetere, ancora e ancora fino all'alba, arrivando a scuola con il vuoto totale, un sonno bestia e il nodo alla gola.
Tanti studenti ed ex studenti sanno bene di cosa parlo: la fatica che logora mentalmente e fisicamente, la costante paura degli ultimi giorni e la domanda fatidica che rimbomba in testa continuamente "Ghe la spunto anche sto anno o i me sega?".
Poi arriva l'ultimo giorno di scuola, tutto sembra più bello, il cielo più azzurro, i fiori più colorati, i professori meno animali e le compagne di classe meno vipere...breve gioia prima che l'ansia prenda il sopravvento; les jeux sont faits mesdames et messieurs!
C'è chi però la vive in modo decisamente meno drammatico. Sarà che la salvezza è certa, confortata dalla media dell'8 o da un sorrisino eloquente del coordinatore di classe. C'è chi si abbandona e coglie l'attimo pur non essendo sicuro della propria sorte, giusto per festeggiare e lavarsi di dosso un peso enorme.
Nessun errore di scrittura tranquilli, intendo letteralemnte lavarsi e non levarsi, proprio come hanno fatto alcuni studenti del liceo Dante Alighieri di Piazza Oberdan. Guardate voi stessi.



Veramente ottima idea per festeggiare, peccato però farlo in una "fontana" che fino a poco tempo fa era usata come sputacchiera e posacenere da chiunque.
Dio che schifo, spero che prima di tuffarsi abbiano controllato che non ci fossero strane forme di vita aliene dentro quella fontana. Pensare il limo giallognolo sui loro vestiti...bleah che schifo. Sarà meglio che l'audace festeggiamento funga da buon auspicio sennò che tristezza: segati e, minimo minimo, con la salmonella.

martedì 1 giugno 2010

Treviso campione d'Italia. La Benetton ha la meglio sul Viadana e nel segno bianco-verde si conclude il campionato


Lo scorso sabato, presso lo stadio di Padova, si è tenuta l'attesissima finale del campionato italiano di rugby. E siccome noi, non ci facciamo mancare niente, avevamo un'inviata d'eccezione: la nostra Iole!
Ecco quindi la sua appassionata "blog-cronaca":
"Benvenuti signore e signori allo stadio Plebiscito di Padova per la finale del campionato italiano di rugby. Pensavate eh che la pioggia insistente avrebbe fermato lo spettacolo?! Ma il sole è tornato!
Le contendenti: Benetton Treviso e MontePaschi Viadana. Veneto contro Lombardia, ma sugli spalti il "contro" non vale, i colori si uniscono insieme al tifo sportivo, sano a pulito.
E in mezzo ai tifosi, anch'io, a godermi la mia prima partita di rugby dal vivo.
Scendono le squadre in campo, inno nazionale massacrante, saluti e convenevoli e via dopo il fischio d'inizio.



Calcia Robertson (vederlo in nero è strano, l'ho sempre visto con la maglia della nazionale), fino ai primi 5 minuti solo la squadra mantovana tocca la palla, poi il Treviso respira conquistando una punizione.
Riprende la palla il viadana ma fa fallo con un placcaggio alto, uuuh.
10': arriva un calcio piazzato di Bones. +3 per i veneti.




Si riparte e c'è subito una mini rissa (mini solo per durata). Per un pugno l'arbitro decide di darla a favore dei nero gialli che subito pareggiano con Woodrow.
Appena al 18' i trevigiani prendono l'ovale così da rimandare indietro il Viadana che però torna in attacco.
Torna il Treviso sulla metà campo ma poi il Viadana ha un'occasione, subito bloccata da un grande McLean (in tv sembrava più bello!).
Ping pong tattico, la palla esce e il Treviso fa una touche e al 29' prima meta con Vink. Wow che scatto ragazzi e sembrano anguille. Come sgusciano dai placcaggi, e cavoli si scivola anche! Buona la realizzazione quindi 10 a 3.
33' il Viadana si spinge avanti ma niente meta. Ciononostante mette sotto pressione il Treviso, guadagna una punizione e Woodrow accorcia le distanze con un calcio piazzato: 10 a 6.
I leoni benetton fanno un errore e i lombradi riconquistano l'ovale e al 37' fanno una touche.
Dopo il contropiede del Treviso che ottiene una punizione sotto i pali, il già citato Woodrow si becca un giallo e dopo un minuto Botes piazza un altro calcio.
13 a 6 signori, così finisce il primo tempo.
Mentre il mio assistente fa rifornimenti io scatto qualche foto sui piccoli rugbysti che invadono il campo. Causa mal tempo non hanno potuto giocare prima dei "big" e allora scendono in campo a fare qualche passaggio divertendo con i loro movimenti un pò goffi. Che carini!
Passa la pausa e le squadre rientrano.
AL 41' il Treviso calcia, ma poco dopo è ancora il Viadana a prevalere e va in touche.
Gli avversari provano a giocare ma non riescono a far altro che calciare.
Per un errore dei mantovani tornano in attacco e guadagnano una punizione fino alla touche.
I veneti devastano in mischia (che dolor! chissà che succede la sotto) e arrivano a sfiorare la meta.
Il Viadana capisce di rischiare e allora dopo qualche fallo ci guadagna pure la punizione (l'arbitro non so che partita stia guardando, ma penso non la mia e neanche quella dei tifosi che giustamente gli ricordano di mettersi gli occhiali).
Nel 52' Williams va avanti ma poi contrattacca il Viadana che va tra i pali, ma l'onnipresente Woodrow calcia fuori.
Tempo 3 minuti e il Viadana guadagna una punizione. Oooooooooo...fuori.
Dopo i cambi al 59', Law del Viadana piazza un calcio e siamo 13 a 9.
Il Viadana insiste ma poi deve difendersi e riesce ad annullare un calcio troppo lungo del Treviso.
Brendan Williams, a detta dei veterani accanto a me, sta facendo la partita peggiore della stagione e infatti sbanana una palla ma viene consolato dai compagni.
Il Treviso conquista una punizione dopo una mischia e subito dopo una touche.
"

Iniziano gli ultimi dieci minuti di gioco e improvvisamente cambio idea. Se prima simpatizzavo per il Treviso, adesso spero per una rimonta del Viadana (magari si va anche ai supplementariiii!). Anche se son stati più fallosi e non hanno saputo concretizzare per me hanno dato di più. Belle linee difensive e buoni movimenti. Quelli del Treviso invece...buh, a guardarli mi vien nervoso come per Italia-Francia nell'ultimo 6Nazioni. Cribbio non aprono mai il gioco e fanno pochi passaggi, e quei pochi li fanno pure corti, così si va subito in mischia. Le fasce ci sono no?! Usatele!
Il Viadana spreca un'altra occasione e va in touche che finalmente viene rubata dal Treviso.
Ma i nero gialli vanno tra i pali e Law, di nuovo lui, ripiazza un calcio.
Siamo 13 a 12 ragazzi.
Al 75' il Treviso ruggisce e mette fine al match con l'ultimo calcio piazzato firmato da Botes.
I lombardi non demordono e continuano ad attaccare ma non trovano spazio e arretrano.
McLean lancia lungo e il gioco continua, ma un compagno bianco verde è a terra.
78' l'arbitro lascia ancora correre anche se entra la barella. Tutti fischiano, gli urlano "Buffoneeee" ma io contesto! Contrariamente al mio solito, visto i rischi in cui potrei incappare, mi limito a dedicare qualche clap clap al cornuto di turno che coerentemente con quanto fatto in precedenza non ferma l'azione. Beh, the show must go on! E non l'ho mica detto io!
Vilk, il trevigiano, esce in barella e viene sostituito da Semenzato.
Il Viadana va a cercare un'altra occasione e la trova con poca fatica visto il vantaggio numerico dovuto al giallo del veneto Pavanello.
I veneti riescono a neutralizzare la touche dei lombardi, vano avanti ma...è finita.
Per 16 a 12 la Super 10 viene conclusa con la vittoria della Benetton Treviso.
Che dire? Gran bello spettacolo, tifo sano, niente cori contro, solo qualche fischio subito zittito. Un grande applauso dai tifosi e per i tifosi. I beniamini salutano i rispettivi sostenitori e poi scappano per le premiazioni. Ad attenderli il terzo tempo; che invidia!
Iole

sabato 29 maggio 2010

Note liriche: al Verdi arriva la Madama Butterfly di Puccini (2)

Serata meravigliosa.Teatro pieno zeppo di persone e una Madama Butterfly incantevole. Non sono un'esperta di musica lirica e quindi il mio giudizio sarà certamente poco tecnico e al contempo molto personale. Inizio dicendo che è stato letto prima dello spettacolo un comunicato che informava gli spettatori sul disegno di legge per il teatro e sul malcontento che aleggia per questo motivo tra gli operatori del settore (ci sono stati in merito anche numerosi scioperi lungo i teatri di tutta Italia: fonte larepubblica.it). Calano le luci e si comincia. All'apertura del sipario si vedeva un pannello semitrasparente che raffigurava il disegno di una classica donna giapponese, poi si è alzato ed è iniziata l'opera vera e propria.Un bravissimo Roberto de Biasio nei panni di Pinkerton cantva e le parole si mescolano alla bellissima musica di Puccini. Fortunatamente per me(e penso anche per molti altri) sopra il palcoscenico era montato un pannello che scriveva le parole cantate dai vari personaggi, altrimenti mi sarebbe stato difficile capire tutto ciò che dicevano. Il mio stupore però è stato nel sentire Svetla Vassileva nei panni di Madama Butterflay: voce meravigliosa ed interpretazione altrttanto suggestiva. I sentimenti della protagonista della storia si riflettevano attraverso lei in modo convincente. La scena che mi ha colpito maggiormente è stata quella finale, con il suicidio della povera e tradita Butterfly, dove avrei voluto alzarmi applaudendo e urlando "grande Svetla", ma poi mi sono ricordata di non essere allo stadio. La musica suonata dall'orchestra posizionata al di sotto del palco era incantevole e faceva aleggiare una certa "magia" in sala. Scenografia minimalista con pochi spostamenti di oggetti per il cambiamento del luogo di svolgimento e un movimento di luci, ad opera di Iuraj Salieri, ben riuscito. Ho riscontrato solo 2 pecche nello spettacolo: la prima è che in alcune occasioni, specialmente nelle parti cruciali la musica sovrastava il canto degli attori, e quindi non si udiva ciò che dicevano. La seconda è....l'aria condizionata!!! Pensavo di sciogliermi dal caldo che c'era.

venerdì 28 maggio 2010

Note liriche: al Verdi arriva la Madama Butterfly di Puccini

Stasera cari lettori sarò a teatro. Ho aspettato tanto questo giorno, comprando i biglietti ancora qualche mese fa. Non sono mai stata a vedere un'opera lirica e devo dire che sono contenta che la mia "iniziazione" sia con un'opera come Madama Butterflay di Giacomo Puccini, così classica e allo stesso tempo così impegnativa. per prepararmi all'evento mi sono documentata, scoprendo che essa era originariamente chiamata "tragedia giapponese in 2 atti" e che per il suo completamento ci sono voluti parechi anni. Penso mi commuoverò difronte alla straziante storia di Chōchō-san (letteralmente farfalla madama) geisha quindicenne e del suo amore per l'ufficiale della marina statunitense Pinkerton. La recensione arriverà puntuale domani.
Intanto potete consultare il sito del tertro Verdi di Pordenone.
(fonte foto allposters.com)

martedì 25 maggio 2010

Trl ri-sbarca a Trieste. Aprono la settimana i Finley (di buona donna...)

Un disastro colossale. Saranno stati la diversa location, i presentatori poco conosciuti o gli special ghests, i Finley, ma l'inizio di Trl on the road a Trieste è stato un vero flop!
Posso confermarlo perché ho onorato lo spettacolo della mia presenza e di tutta la troupe del blog.
Per i miei gusti c'erano fin troppe urla di neo adolescenti in carriera che rendevano ancor più insopportabile il caldo cocente finalmente arrivato, però considerando la folla a cui ci avevano abituati Giorgia e Marco quando ancora conducevano il programma pomeridiano da Milano, beh non c'eravamo proprio.
In tutto una sessantina di persone, contando anche promoter sfreccianti su pattini a rotelle, cameramen e manichini per il mini stand d'abbigliamento.
E non son mancati personaggi strampalati: un ragazzo in prima fila esibiva una cresta verde da invidia mentre poco più indietro una biondina provava a far inquadrare il suo "davanzale". A pochi passi un giovanotto alto sfoggiava il suo look alternativo da confetto color lillà abbracciato a un altro ragazzo di lino vestito tranne per la testa da peluche.
Sì sì, indossava proprio la testa di un orsetto bianco fatto in peluche.
Dio solo sa quanti gradi misurasse la sua scatola cranica; giustificabili allora le pagliacciate che faceva.
Come se non bastasse ci si mettevano anche i Finley ad incrementare l'inquinamento acustico.
Testi penosi, musica noiosa e ripetitiva, voce...lasciamo stare.
Che si spaccino per un gruppo punk non saprei dirlo, i brani demenziali però ne son all'altezza, ma dei padri del genere scazzato, i Ramons, potevano mostrare solo il nome stampato sulla maglietta del cantante.

Altro stridulo altro conduttore. In realtà le mie colleghe mi hanno informata si trattasse del biondino del gruppo I Dari, mai sentiti fino a ieri. Terribili, uso solo questo aggettivo per non cadere nel volgare, o peggio, beccarmi qualche querela.

Giuro che tutti i 40 minuti passati in Molo Sartorio pensavo solo: "Da dove cavolo vengono fuori?" e continuavo a ripetere: "Ragazze, quando ce ne andiamo?"

Tralasciando il mio disagio, grazie alla sfacciataggine di Rudy, possiamo mostrarvi uno scorcio del backstage.
Deserto e desolante!
Per tutti i coraggiosi che vorranno ripetere la mia esperienza consiglio di visitare il sito onde evitare ospiti indesiderati.
A voi, buona fortuna!

lunedì 24 maggio 2010

Giro d'Italia: la tappa passa per Pordenone

(Fonte foto: informazionepura.it
La quindicesima tappa del 93° Giro d'Italia è passata ieri per Pordenone. Partenza a Mestre e 222 km di gara. In molti sono accorsi sul Monte Zoncolan in prossimità dell'arrivo sul quale la pendenza ha toccato un picco del 22%, e dove erano piazzati 3megaschermi per seguire interamente il percorso. Non serve essere esperti di ciclismo per capire quanto sia stata ardua la tappa vinta de Ivan Basso. Io sono andata a vederli vicino casa, sulla Pontebbana, munita di tutina da ciclista e bicicletta da corsa(provvidenzialmente prestatami dal mio fidanzato ex-ciclista dilettante). Non sono nuova all'ambiente delle corse, mio nonno era un professionista, mia madre giudice di gara, molti amici più in tutina che in abiti da "civili" e ora anche il fidanzato amante della bici e per di più scrivo per un sito ciclistico. Però devo ammettere di non averne mai capito la bellezza fino a ieri; vedere questa moltitudine di ciclisti passare, i migliori, è stato elettrizzante. Ieri ho anche compreso la fatica che si fa(per gli scarsi 40 km che ho percorso) e la tenacia che si deve avere per entrare nella stretta elite del professionismo. La gente si accalca sulle strade per vedere questi uomini a cavallo di una bicicletta già dagli albori della nascita del ciclismo come sport e Pordenone non è stata da meno, accorsa numerosa per tifare i propri beniamini.

giovedì 20 maggio 2010

Occupazione universitaria: la facoltà di Scienze della Formazione è in subbuglio.

Tranquilli, non è un fatto di cronaca. E' solo il titolo del corto realizzato dagli studenti del corso di Teorie e tecniche del linguaggio radio televisivo della facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Trieste.
Il lavoro è durato più o meno due mesi: prima a stendere la sceneggiatura, ad assegnare le parti degli attori e dello staff produttivo, a provare e riprovare le posizioni delle comparse e soprattutto delle telecamere e poi finalmente "Azione!". Cinque giorni di riprese per cinque minuti di girato.
Un pò poco direte no?! Vi posso assicurare che al pensiero di dover aggiungere anche una sola scena in più, mi sarei ritirata! E sapete bene che senza la segretaria di produzione non si va avanti!
Baggianate a parte, giudicate voi.


Beh?! Avete riconosciuto qualcuno?
Ebbene sì, l'autrice della pagina trevigiana di questo blog, la signorina (ancora per poco) Elena, ha interpretato una delle tante manifestanti, sovversive e quindi comuniste occupanti. Ah, che recitazione, che star! Ma mi faccia il piacere!
Cattiverie a parte, che ne dite delle riprese? Sapete chi c'ha messo lo zampino?
Proprio la nostra Rudy, la voce da Pordenone.
Allora che ne dite?
Tralasciando gli stacchi di luce, le differenze d'audio, l'effetto rimbombo, i colori sbiaditi da un'inquadratura all'altra, alcune ridicole interpretazioni...tre quarti del lavoro insomma, non è così male no?!
Beh io son di parte.
Ps: non siate troppo cattivi nei vostri commenti, vi prego anche a nome delle coautrici

mercoledì 19 maggio 2010

Arte a Torre: una ventata di internazionalità per la frazione tra Pordenone e Cordenons

Scrutando in Internet ho scoperto una cosa: non lontano da casa mia si svolge un'interessante manifestazione di cui non sapevo nulla. Si tratta del progetto Humus Park, iniziato il 17 Maggio, che si svolge al Parco del Castello di Torre, dove numerosi artisti nezionali e internazionali si incontrano per lavorare sul tema uomo-natura.
Saranno molto contenti i ragazzi dell'istituto d'arte che suppongo andranno ad assistere con la loro classe per una gita formativa.
Potete trovare qualche utile notizia su Ilfriuli

Baci gay: ora manifesti bianchi

L'iniziativa promossa dall'Arcigay ha avuto un triste epilogo: già le manifestazioni di protesta si erano fatte sentire e il seguito non è tardato ad arrivare. Quello che ci si immaginava accadesse è infatti avvenuto: i manifesti raffiguranti un bacio gay sono stati oscurati. Chi sono i responsabili? i militanti de "la destra del Friuli Venezia Giulia". Muniti di pennelli colla e vernice hanno reso le immagini bianche. Il responsabile del partito Ernesto Pezzetta ha dichiarato "mi assumo la responsabilità di quanto è accaduto, é un'iniziativa politica. Chi intende procedere contro di noi per vie legali lo faccia. Sono pronto ad un confronto con Arcigay e Arcilesbica: rispetto le persone omosessuali, ma non accetto la speculazione politica." Tra lunedì e martedì abbiamo potuto vedere con i nostri occhi tutto il rispetto che aleggia nella nostra regione.

Friulinews

domenica 16 maggio 2010

L'Europa e la famiglia del futuro. Parola di David Sassoli

Lo scorso venerdì, incuriosita da una locandina che citava la presenza di David Sassoli (ex gornalista del Tg1 ed ora parlamentare europeo) in quel di Treviso, sono andata presso l'Università cittadina per assistere alla sua conferenza, armata di penna, block notes (e di nonna!).

Non appena entrata in sala, mi sono guardata attorno e... con stupore ho scoperto di essere la più giovane tra i presenti in sala e subito ho pensato: "per fortuna che la conferenza s'intitola "L'Europa e la famiglia del FUTURO!".

Dopo questa mia riflessione, eccolo: il relatore entra in sala, si siede in cattedra e... sorride (a mio avviso deve aver avuto il mio stesso pensiero!), ma subito inizia a tenere il suo discorso.

Inizia sciorinando dati, affermando che nel 2050 in Europa ci saranno circa 102.000.000 di persone che non saranno in grado di lavorare perchè troppo anziane, che la maggior parte della forza lavorativa mondiale si sposterà verso l'Africa e l'America Latina, facendo perdere all'Europa il primato di spazio economico più ricco del mondo, che invece ha oggi: insomma, uno scenario tutt'altro che roseo.

Continua poi affermando che, per quanto riguarda le politiche sociali europee, esistono vari modelli, tra i quali: quello Francofono, quello Scandinavo, quello Mitteleuropeo e quello Anglosassone; l'Italia non rientra in nessuno di questi, in quanto ha da sempre agito a sostegno delle famiglie in modo frammentato e solo se possedeva i cosiddetti "resti del bilancio" (in poche perole, solo se le avanzavano soldi).

Seguendo questo interessante convegno, non potevo fare a meno di domandarmi che fine avesse fatto il David Sassoli giornalista, quello che ero abituata a veder ogni giorno al Tg1 delle 20, che con professionalità racccontava le notizie del giorno...

Ma ad un certo punto ecco: è bastata una domanda dal pubblico sull'analfabetismo di ritorno a far riaffiorare la sua "deformazione professionale"... Riporto le sue testuali parole "la scuola di oggi dà solo strumenti rudimentali, ma non insegna a leggere i giornali, che non sono altro che la trasposizione di ciò che ci accade attorno. Va bene preparare i giovani alle sfide del futuro, però devono soprattutto essere in grado di capire la storia di tutti i giorni ed essere consapevoli della realtà che li circonda".

Insomma, diamo voce al GIORNALISMO!!!!

sabato 15 maggio 2010

Baci gay tra Pordenone e Udine

Fonte: queer|blog.it
Pordenone e Udine tapezzate di manifesti raffiguranti baci omosessuali: uno scherzo? I benpensanti sperano di si ma non è così. L'iniziativa è nata innanzitutto per festeggiare i vent'anni passati dalla fondazione dell'Arcigay in Friuli Venezia Giulia, e in secondo luogo per sensibilizzare le persone su un tema tanto attuale. Mi sono stupita delle affermazioni del presidente della provincia Ciriani che ha detto “È un’ostentazione pubblica fuori luogo di orientamenti sessuali privati. I baci omosessuali non sono neanche più trasgressivi e considerate le immagini con le quali, ogni giorno, ci bombardano i media, ormai sarebbe più trasgressivo mostrare una famiglia tradizionale”. E non solo lui ma anche il noto Gigi Di Meo si è chiesto in diretta come spiegare l'immagine ai bambini. Un giorno passeggiando per Udine mi è capitato di vedere un cartellone pubblicitario, questo:

Fonte: zero violenza donne
Ora io mi domando come questo tipo di sarcasmo volgare si possa spiegare ai più piccoli. Le foto artistiche che si potranno vedere in queste 2 città non sono altro che l'espressione di un sentimento. Si abusa del termine "arte" ai giorni nostri: i calendari delle dive tv svestite sono forse arte? certo che si, i baci gay invece no.
Non ci si scandalizzava nell'antica Grecia al vedere 2 unomini che si baciano, ora invece nel 2010 pare proprio di si.
Per saperne di più vi lascio 2 link:
Il Friuli
Virgilio Pordenone

giovedì 13 maggio 2010

Dai tagli Erdisu al caso Rosolen

Come già anticipato nell'ultimo post riguardante la proposta dell'assessore Rosolen in merito ai tagli sui vari servizi Erdisu, il caso si è evoluto proprio come una soap opera.
Dopo l'ultima riunione della giunta si è deciso di affrontare altri aspetti, giudicati prioritari rispetto ai finanziamenti dell'ente e questo rimandare, tipico delle istituzioni, è in realtà servito a porre altre questioni sul piatto della bilancia.
Visto l'intento con cui nasce questo blog, non voglio riportare qui notizie da me masticate e digerite.
Fate da voi. Vi lascio i link degli articoli inerenti pubblicati su "Il Piccolo", che certamente non è la fonte più autorevole o sicura, ma purtroppo o per fortuna è il giornale locale.
Taglio degli Erdisu, il Pdl prende tempo - 6 maggio 2010
Tondo convoca Pdl su rimpasto e riforme - 10 maggio 2010
Coordinamento capaci e meritevoli per il diritto allo studio risponde al Piccolo - 11 maggio 2010
Debito tagliato di 300 milioni - 12 maggio 2010
Altro pezzo interessante:
Corazza: "sul caso Rosolen solo giochi interni di potere" - 25 maggio 2010

martedì 11 maggio 2010

Bora che vien e cenere che va

Addirittura il Corriere della Sera riporta la notizia: l'assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Rapporti con Aziende e Società, Paolo Rovis ha presentato una delibera, approvata dalla giunta comunale e prossimamente sottoposta al Consiglio, sullo spargimento delle ceneri dei defunti.
Curiosità: "va bene spargerle ma attenzione al vento o meglio agli effetti controvento".
Le norme per la dispersione delle ceneri derivanti dalla cremazione sono già previste dalla legge nazionale 130 del 2001 e sono state integrate dalla l. regionale 11/2008 di cui, però, manca ancora il regolamento attuativo.
Sembra che il comune di Trieste abbia ricevuto così tante richieste in merito alla volontà di dare addio ai cari gettandone le ceneri, che la Giunta si è vista praticamente obbligata a modificare i regolamenti dei cimiteri comunali, ammettendo la dispersione delle polveri mortuarie in un'area dei camposanti, in aree pubbliche e anche private, a titolo gratuito.
Limiti: 500 metri dalle Rive, dalle dighe foranee della città, e dal centro abitato.
Divieti: no dispersione in aria o nelle cavità naturali tipiche del Carso, e ovviamente no nelle giornate di vento.
Per qualsiasi informazione in più, consigliamo di visitare il blog dell'assessore che vi abbiamo linkato.

lunedì 10 maggio 2010

Cantera Cafè stagione 2010. Si riparte!

Riapre come ogni anno il Cantera Cafè, e la folla di giovani, ma non solo, si prepara ad occupare la Baia di Sistiana.
La festa d'apertura sarà giovedì 13 maggio alle ore 22:30, le danze si apriranno a suon di tecno, house, r&b, commerciale, e lei, l'intramontabile disco anni '80.
Grazie alla sua posizione a metà strada tra la provincia di Trieste e Gorizia, il locale offre tutta l’estate
un punto di incontro ai giovani delle provincie circostanti.
Dopo 4 anni dalla sua comparsa, festosa e divertente come lo stile caraibico che lo contraddistingue, il Cantera Cafè è diventato promotore instancabile di tendenze, novità e cultura musicale.
Il caldo si fa desiderare e allora qual modo migliore di richiamarlo se non quello di festeggiare in spiaggia sorseggiando un bel bicchierozzo di birra, un Cuba libre o un Mojito?
Nessuno evidentemente!
Certo per i più piccoli l'attenzione è d'obbligo e la sicurezza anche. Ecco perché come per ogni stagione è stato disposto il Servizio overnight, trasporto gratuito con bus navetta a cura delle Province di Trieste e Gorizia, con collegamenti da Trieste, Muggia, altopiano carsico, Monfalcone, Gorizia
dalle 22.00 fino alle 4.00 del mattino.
Per ulteriori informazioni visitate il sito www.overnight.trieste.it e www.aptgorizia.it.
Allora giovedì tutti in pista, l'estate arriva ballando!

La Stazione di Trieste sta su a forza di insulti e barboni

I tanti pendolari che per studio, lavoro o tempo libero devono spostarsi utilizzando le ferrovie italiane, sanno più che bene i rischi che corrono.
Ulcera perforante: verrebbe anche a un santo per aver trascorso ore sulle banchine d'attesa sperando di vedere un treno, non in orario, ma almeno in partenza;
raffreddore e sintomi influenzali: causati dall'aria condizionata che tanto piace ai capotreni del Minuetto quando fuori ci sono 37 gradi centigradi;
malattie contagiose e non, punture ed infezioni: prese a contatto con sedili, vetri, tende e quant'altro di più lercio non ci sia, nidi d'insetti ed escrementi di altre bestie
Oltre a questo c'è anche il rischio che...il tetto crolli.
E' un pericolo da non sottovalutare soprattutto per chi ha a che fare con la stazione ferroviaria di Trieste.
La copertura delle banchine è, ad esser buoni, fatiscente: intonaco scrostato, macchie di umidità, crepe ogni giorno più profonde. E ovviamente nessuno fa nulla!
Finché si tratta di gestire l'ira funesta dei viaggiatori presi per i fondelli dopo i continui ritardi, ok, qualche strillo, due bestemmie, se proprio va male una mini rissa (a suon di parole ovviamente) e poi tutto passa. Ma qui la questione si complica: per omicidio colposo...altro che urla!
Il bello è che sotto la stessa copertura pericolante ci sono diversi uffici dei dipendenti Trenitalia e sfido provare che, logorati da decenni di frustrante servizio, vogliano addirittura suicidarsi.
Quindi? Perché nessuno fa niente?
Come sempre, perché in Italia si muova qualcosa, bisogna che al telegiornale si dica: "Era una tragedia annunciata, che si poteva certamente evitare".
La stazione di Trieste non vanta solo una struttura che cade letteralmente a pezzi, ma è anche uno dei centri d'accoglienza preferiti dai tanti clochards.
Ogni stazione che si rispetti ha i suoi "inquilini", ma Trieste, ha molto di più: come i reality insegnano, ci sono le new entry.
Da un po' di mesi, infatti, un simpatico signore, impavido e misterioso, ha messo radici su una delle panchine esterne, prima rigorosamente libera. Se ne sta, incurante del tetto precario, tutto avvolto in un sacco a pelo marrone.
Altra nuovo concorrente è il solitario balcanico: seduto sulla sua valigia con il cartone del latte e dei biscotti integrali, non parla mai con nessuno, se non con se stesso. Lui però predilige il sottopassaggio, che divide generosamente con un vecchietto, anche lui dei nuovi. Nonostante l'età sta tutto il giorno in piedi con il suo bicchiere di plastica per raccogliere l'elemosina e un piccolo zainetto di stoffa.
Il sole cala, la bora aumenta e dopo il "lavoro"...tutti "a casa".
Così la stazione si riempie e va a dormire.
Trieste non è certo l'unica città con una situazione del genere, quindi la predica è vale anche per Gorizia centrale, Venezia Mestre, Milano, Bari e via dicendo.
Visto che la stazione è uno dei tanti biglietti da visita in cui, volenti o nolenti, è sicuro che vi si debba passare del tempo, sarebbe auspicabile una cura maggiore.

sabato 8 maggio 2010

Asini con lo zaino

Spesso si vedono in televisione,durante programmi ed ichieste, che sempre più ragazzi fermati davanti alle scuole non sanno rispondere alle domande più elementari di cultura generale, degli autentici asini con lo zaino in spalla. in questo caso però non si trtta di giovani senza preparazione ma di autentici asini coinvolti nel progetto “pedibus”. In tali iniziative infatti i bimbi invece di farsi portare a scuola dai genitori si trovano in un determinato punto e vanno a scuola a piedi, spesso tenendosi a una fune e formando delle file (un po l'equivalente di quando la maestra dice " prendetevi per mano in fila per due"). I vantaggi sono indubbiamente molti: meno inquinamento per cominciare. Poi ovviamente i bimbi ci guadagnano in salute perchè si sa, camminare fa bene e con tutta la tecnologia che oggi li circonda sono diventati pigri. In terzo luogo i volontari sono spesso pensionati che trovano una piacevole occupazione mattutina in compagnia dei più piccoli. L'ultimo di questi esperimenti è iniziato circa 2 settimane fa: 2 asinelli che trainano un carretto pieno zeppo di zaini colorati per concedere ai bambini di fare meno fatica.
Prprio per l'originalità Pordenone è finita su Studio Aperto( e chi infatti se non la redazione del Tg di Italia1 poteva occuparsi di animali?!) gudagnando un po di notorietà. Speriamo che queste iniziative non si fermino ma anzi ci conducano verso una Pordenone migliore.

venerdì 7 maggio 2010

Prossima settimana David Sassoli a Treviso

Dopo il primo incontro, avvenuto nella libreria delle Paoline di Treviso, nella serie di appuntamenti culturali organizzati per gli 80 anni della presenza delle delle Figlie di san Paolo, in città e con la collaborazione dell’associazione “Maritain”, dove l'ospite della prima serata era stata la dott.ssa Cristina Beffa, intervenuta sul tema “La famiglia nel vortice dei media”.
Si segnala il prossimo appuntamento, sempre per parlare di famiglia, previsto per venerdì 14 maggio alle ore 18, nella Chiesa Santa Croce, presso l'Università di Treviso e come ospite si avrà David Sassoli, europarlamentare, il quale tratterà il tema “L’Europa e la famiglia del futuro”.
David sassoli: giornalista professionista, già vicedirettore del Tg1 dal 2006 al 2009, è uno dei fondatori dell’Associazione “Articolo 21”, movimento di difesa della libertà di stampa ed eletto parlamentare europeo nella legislatura 2009-2014.

giovedì 6 maggio 2010

Ma allora questi Erdisu?

Dopo alcune dichiarazioni del presidente della Regione Renzo Tondo, seguite alla proposta dell'assessore regionale all'Università, Alessia Rosolen, si era intesa l'intenzione di sopprimere gli Erdisu, enti regionali per il diritto e le opportunità allo studio universitario, che si occupano di dare assistenza agli studenti, fornendo alloggi nelle apposite Case dello Studente ed erogando borse di studio.

Gli studenti allarmati sono subito passati all'azione e, oltre a fondare il gruppo "Coordinamento studenti capaci e meritevoli per il diritto allo studio", lo scorso 4 maggio si sono presentati in piazza Oberdan, sotto il Palazzo del Consiglio regionale e ha suon di slogan e fischi contro gli ennesimi tagli allo studio, hanno portato a casa dei risultati.
Oltre all'appoggio espresso dai consiglieri regionali del gruppo Pd, Codega e Menis, anche il capogruppo del Pdl, Daniele Galasso ha rassicurato i giovani protestanti garantendo che la cancellazione degli Erdisu non sarebbe stata inserita nel disegno di legge sul finanziamento agli atenei così da concentrare il Consiglio sull'ascolto delle istanze degli atenei e delle rappresentanze studentesche.
Peccato che la questione slitta dal piano istituzionale a quello personale: l’assessore Rosolen si dice persino disponibile a farsi da parte se viene considerata un ”problema politico”, ricordando però d’aver ricevuto un mandato chiaro dal presidente Renzo Tondo, quello, appunto, di riformare gli Erdisu.
Mentre ieri si teneva una riunione del gruppo del Pdl con Tondo e la stessa Rosolen, il portavoce della protesta Mario Albanese ha ribadito che il presupposto per parlare della revisione degli Erdisu è una proposta concreta, sulla quale gli studenti possano esprimere la propria opinione e che non consista solo nella riduzione dei servizi. Preoccupazioni non condivise dalla destra studentesca: Rocco Ferluga, della Lista Oltre-Student Office ha dichiarato: "Prendiamo atto e ci dispiace che alcune liste universitarie, per proprio interesse elettorale, abbiano usato in maniera strumenta le informazioni false" e Francesco Clun, presidente triestino di Azione universitaria, ha parlato di "manifestazione fine a se stessa". Continua Clun:"Mi chiedo come si possa giudicare una proposta senza che allo stato attuale delle cose vi sia effettivivamente un documento su cui dibattere e avendo già fissato per questa settimana un incontro proprio con l’assessore competente".
Anche la politica regionale pare seguire la trama da soap opera hollywoodiana cui le grandi cariche nazionali ci hanno abituato: offese personali, urla tra i corridoi ma poi...nulla di concreto, e come sempre, non resta che aspettare.

Il Tuono: una nuova testata per una città vecchia e stanca

Sabato primo maggio è comparsa in edicola la nuova testa triestina, "Il tuono" di Daniele Pertot, diretto da Paolo G. Parovel.
Cos'è? Un altro bugiardello?
Tutt'altro.
Il nuovo giornale è innanzitutto un settimanale, quindi non dovrà competere direttamente con il padrone di casa, "Il Piccolo"; e poi, per quanto riportato nella presentazione del primo numero, sembra piuttosto si proponga di essere "un giornale di servizio che si occupi dei problemi veri e attuali della gente, invece che dei giochi di caste politiche sempre più inette, incolte, arroganti e parassite".
L'editore, oltre ad aver spiegato gli obiettivi che si pone con la nuova creatura, e motivi che l'hanno portato a idearla come archetipo del giornalismo (dire la verità, non aver paura e proteggere i più deboli), ha dichiarato: "Poiché i cambiamenti non avvengono da soli ho deciso di scendere personalmente, a mio rischio e pericolo, nell'arena dei leoni nostrani. Ho addosso una rabbia tale che i primi sono sicuro di stenderli. Per affrontarli poi tutti occorreranno la simpatia solidale e l'appoggio di quante più persone possibile. Ma siamo in tantissimi a non poterne più. Io sono tra i più incazzati e occorre una nostra voce libera per organizzarci seriamente, onestamente e sui nostri problemi veri".
Motivi forse allora personali, ma buoni, purché, come da presentazione, possano veicolare anche la voce dei più.
Per sapere se non saranno solo belle parole...andiamo in edicola.

Ancora amianto


La Regione Friuli Venezia Giulia, con la predisposizione e l'approvazione del Piano di protezione dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto, ha provveduto a censire la presenza di amianto nelle scuole, negli ospedali, negli edifici pubblici, nei locali aperti al pubblico e nelle aziende. Sono state localizzate tramite georeferenziazione le pensiline delle stazioni ferroviarie, i capannoni o le strutture similari, di tipo industriale, artigianale o agricolo con componenti in cemento amianto.
Ad oggi la mappatura delle aziende in cui sono presenti materiali con amianto, deve ancora essere completata, ma la zona fin'ora individuata nel territorio triestino comprende la baia di Muggia, la valle di Zaule e tutta la zona di Aquilinia fino allo Scalo legnami.
La verifica della presenza di amianto nei siti industriali attivi o dismessi presenti nell'archivio già realizzato negli anni 1997-1999 ha prodotto un quadro d'insieme non positivo: sono stati individuati 621 soggetti appartenenti alla categoria di aziende con materiali contenenti amianto, 744 soggetti con codice ISTAT 361 corrispondente a "costruzione navale, riparazione e manutenzione di navi" e 343 soggetti non verificati nel medesimo censimento, per un totale complessivo di 1708 soggetti censiti in 597 siti con presenza di amianto. Le coperture in eternit, rappresentano il 77% delle strutture contenti amianto censite pari ad  un totale complessivo di 1.057.000 mq.
È stato quindi necessario prevedere una pianificazione degli interventi necessari: ai sensi dell’articolo 242 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 152, la procedura di bonifica dei siti di interesse nazionale è attribuita alla competenza della Regione che si avvale, come previsto dall'art. 6 della legge regionale 39/1996, del parere di una Conferenza di Servizi di cui fa parte l'ARPA.
Nel settore delle bonifiche la Regione si era dotata già nel 1996 di un Piano di bonifica che è ancora in fase di adeguamento a quanto previsto dal decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 152; ad oggi, però, sembra che l'unica azione concreta sia stata la verifica dei siti già individuati mediante l'utilizzo del biomonitoraggio con i licheni.
Non sono certo necessari nuovi studi e ricerche che diano un'ulteriore dimostrazione della pericolosità dell'amianto, non servono neanche altri monitoraggi. Le situazioni si conoscono fin troppo bene, ma, tra amministrazioni pubbliche che troppo spesso fanno finta di non vedere e privati dalle mani legate, impossibilitati e bloccati soprattutto a causa di costi di bonifica proibitivi,   la soluzione al problema sembra lontana dal venire.

Camminare a Trieste: tra salite, traffico e cantieri...che fatica!

Lì dove un giorno Emilio Brentani passava le notti con la sua Ange, camminando da San Giusto fino in Piazza Cavana, oggi c’è la Questura, difronte un pizzeria e tutt’intorno parcheggi, a pagamento per la automobili e gratuiti per i motocicli.
Certo la frenesia degli autisti triestini non ha raggiunto i livelli di quelli di Milano o Roma, dove per sfrecciare basta il rosso ai pedoni, ma sicuramente, per chi non la conoscesse bene, Trieste non è “una città da camminare”.
Chi conosce più che bene i disagi che si possono incontrare vagabondando per città, è l’Associazione Cammina Trieste, sorta nel 1991 che ha cercato di proporre, appunto, un modello del “vivere bene”.
L'associazione Cammina Trieste si è impegnata nel trovare una soluzione rispetto a un sempre maggiore degrado, per quanto riguarda la pericolosità della vita in questo ambiente: incidenti determinati dal traffico, malattie acute e croniche conseguenti all’inquinamento atmosferico e acustico, mobilità diminuita in seguito al prevalere del traffico veicolare privato e via dicendo. Nonostante l’attiva di propaganda sviluppata dall’associazione in ben diciannove anni di servizio, i problemi sono stati risolti solo parzialmente.
Se è vero che da allora sono state ampliate le zone pedonali, rinforzate con semafori e aumentate le aiuole di protezione su molti attraversamenti pedonali, è altrettanto vero che è diminuito l’uso del mezzo pubblico, che oltre a ridurre le emissioni di inquinanti, diminuisce i pericoli sulla strada aumentando, però, la mobilità nel centro storico.
Certamente lo scarso rispetto delle norme di circolazione si riscontra in tutti gli utenti della strada, ma buona parte dei problemi aggiunti a quelli predetti, sono causati dai veicoli a motore a due ruote. Il crescente numero di questi, oltre ad essere costituito da un’utenza spesso meno rispettosa delle norme stradali, perchè soprattutto di giovane età, è un fattore importante dell’inquinamento atmosferico.
Le altre difficoltà sono quelle che si manifestano alle fermate dei bus, spesso occupate da mezzi in sosta abusiva. Essi impediscono accesso o uscita soprattutto da parte delle fasce di popolazione più deboli, disabili, anziani, ecc. che usano frequentemente il mezzo pubblico.
Inconveniente che potrebbe essere risolto con la sistemazione di pedane sporgenti dal marciapiede nelle zone più centrali della città, ma non vengono prese neanche queste piccole accortezze.
La situazione è ulteriormente aggravata, oltre che dai tanti cantieri che da anni devastano la città, anche dalle molte auto posteggiate abusivamente sui marciapiedi, che costringono i pedoni a spostarsi sulla carreggiata, con grave rischio soprattutto nel caso di persone disabili e di mamme con passeggini.
Manca probabilmente una cultura che ponga al centro chi la città la abita, il cittadino, e non il veicolo.
Il Piano regionale integrato trasporti non è stato attuato in misura adeguata e dopo tanti anni neppure il Comune di Trieste è riuscito ad emanare il Piano urbano del Traffico, per cui i vari provvedimenti adottati, anche se in qualche modo positivi, appaiono spesso parziali e limitati.
L’unica a muoversi in una visione più generale sul problema del traffico, sembra essere stata la Provincia, con l’istituzione sperimentale di una linea bus transfrontaliera da Trieste fino a Sežana e lo studio preliminare per l’attuazione di una metropolitana leggera.
Cammina Trieste intende sollecitare le Autorità regionali, provinciali e comunali al fine di risolvere i problemi citati, continuare inoltre la sua opera di sensibilizzazione e di informazione dell’opinione pubblica, attraverso interventi ed iniziative, anche culturali, al fine di poter vivere in una città più a misura d’uomo, più sicura, più pulita e più bella.

venerdì 30 aprile 2010

Euro bike tour 2010, una vacanza più che salutare

Cinque giorni e quattro notti con la propria bicicletta su un percorso a tappe tra Italia, Slovenia e Austria. L'organizzazione Eurobike Trieste ha pensato ad una pedalata-vacanza per divertirsi e per muoversi un pò. L'inedita opportunità di godere di paesaggi e prelibatezze tipiche di luoghi vicini, certo, ma forse mai esplorati, è imperdibile.
Prima giornata:16 giugno, dedicata alle Alpi Giulie, lungo la nuova pista ciclabile che collega Tarvisio a Kranjska Gora. Da qui dritti a Villacco e poi rientro a Tarvisio.
Seconda giornata: 17 giugno, tutto in discesa! Da Tarvisio si percorre la nuova Alpe Adria fino a Pontebba. E poi da Spessa alle famosi valli del Collio.
Terza giornata: 18 giugno, da Fogliano all'Isola della Cona passando per la l'isola d'oro, Grado.
Quarta giornata: 19 giugno, tratti in caduta sul mare e altri di tipica boscaglia carsica. Sistiana, Basovizza e finalmente Trieste dove ad attenderci ci sarà la meravigliosa e rinomata Piazza Unità d'Italia.
Ultima giornata: 20 giugno, saluto al capoluogo giuliano e giù dal sellino. Il tram storico salirà fino a Opicina dove, dopo il pranzo e le premiazioni, seguirà la partenza per Tarvisio.
Per informazioni, iscrizioni, orari e indirizzi visitate il sito www.eurobiketour.eu.
Una vacanza alternativa, certo, ma straordinariamente salutare!

mercoledì 28 aprile 2010

L'alabarda non solo su un pallone rotondo

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Rugby Trieste nasce su iniziativa di un gruppo di ex giocatori provenienti da tutte le squadre che hanno scritto la Storia del Rugby triestino negli ultimi cinquant’anni: A.s. Rugby Fiamma, A.s. Rugby Libertas, CUS Trieste Rugby, A.s. Rugby Trieste, Rugby Club Bira-Bora Trieste.
Uno dei principali fautori della rinascita rugbystica locale è l'attuale presidente Carlalberto Dovigo che nel 2004, anno della nascita della società triestina, decise di dare un contributo concreto alla ricomparsa di questo nobile sport sulla scena locale, in cui era assente da già 5 anni.
Ma quale madre manderebbe il proprio scricciolo a prenderle di santa ragione, tra placcaggi, scivolate, touche e mischie? 
Quella triestina di sicuro! Infatti, in sei anni di vita, l'associazione sportiva ha incrementato i tesserati del 300%, frutto di una promozione incredibilmente efficace, condotta nelle scuole primarie e secondarie.
Purtroppo però la società triestina ha un problema non poco comune per le associazioni sportive: sponsor e strutture adeguate, magari di proprietà.
Come spesso accade questi punti rischiano di diventare dei veri e propri talloni d'Achille per società sportive che nonostante tutto, vantano successi non indifferenti.
E' proprio il caso della Rugby Trieste che nella categoria Under 14 conta 4 ragazzi della rappresentativa regionale e in quella Under 16 vede ben 2 ragazzi convocati dalla Federazione Italiana Rugby per una selezione nazionale con la possibilità di accedere presso una sorta d'Accademia organizzata dalla Federazione stessa. In questa struttura i ragazzi frequenterebbero per cinque anni le dovute lezioni curriculari seguite dagli allenamenti pomeridiani sotto la guida di "coach federali". Nei weekend rientrerebbero nelle rispettive città per giocare la domenica tra le fila dei club di appartenenza.
Non va dimenticata la pupilla dell'associazione triestina, Alex Morsellino, convocato nella Nazionale Under 18 "6 nazioni".
Al di là delle solite "questioni di soldi", la volontà di portare avanti il sogno sportivo dei tanti giovani c'è ed è forte, così forte che magari, da sola, basterà a far vestire la maglia azzurra ad una recluta triestina.
E allora forza ragazzi che i Bergamasco vi aspettano!

martedì 20 aprile 2010

Viaggio a Torino per vedere la Sacra Sindone

“Venite e vedrete” recitava il motto della nostra avventura e così ho fatto.
C’ero anch’io tra quei 160 giovani della Diocesi di Treviso che il 17 e 18 aprile scorso hanno partecipato al pellegrinaggio con il Vescovo a Torino, per vedere la Sacra Sindone.
Tutto è iniziato alle 6.15 di sabato 17 aprile, quando, suddivisi in tre pullman siamo partiti col cuore pieno di domande, o forse perché, come disse San Tommaso: “finché non vedo, non credo”.
A tal proposito mi piacerebbe condividere alcune considerazioni personali e raccontare delle impressioni che, come ho potuto constatare, sono state condivise da molti dei ragazzi e ragazze che erano con me.
La prima cosa che ho notato è che ci sono ancora delle realtà religiose molto attive e giovani, all’interno delle parrocchie della diocesi di Treviso: ragazzi e ragazze che, spinti da curiosità più disparate, si mettono alla ricerca di Dio, ponendosi domande e cercando risposte nella fede, nella Parola del Signore e nelle testimonianze della Sua presenza.
Sono stati due giorni pieni di emozioni, che hanno messo alla prova tutti fisicamente, mentalmente, ma soprattutto spiritualmente, grazie alle testimonianze di chi, dopo aver sentito il bisogno di avvicinarsi a Dio, si è messo al servizio dei fratelli più bisognosi o è diventato portatore della Sua Parola: dall’incontro con alcune suore di clausura presso il Santuario della Spina di Pralormo, che con estrema semplicità e serenità d’animo hanno raccontato la loro esperienza vocazionale, invitando tutti a trovare un momento di silenzio e ad esercitare quella che loro hanno definito “la ginnastica del sorriso”.
Al momento di meditazione con il Vescovo di Treviso, Gianfranco Agostino Gardin, il quale, con parole dirette e familiari ha voluto preparare l’uditorio alla visita alla Sindone, riflettendo come l’unico figlio di Dio ha voluto farsi uomo, tanto da accettare una morte così feroce e decidere di non sottrarsi alla sentenza dei giudici che l’hanno condannato.
Una riflessione asciutta, ma nello stesso tempo significativa, che in molti ha suscitato riflessioni profonde, stando alla successiva condivisione in gruppi: momento di vera comunione tra giovani, che è servito ad avvicinarci e a conoscerci.
Porterò sempre con me il vivo ricordo dell’adorazione eucaristica: nonostante la stanchezza per l’intensa giornata, siamo riusciti a raccoglierci in una preghiera silenziosa e partecipata, in cui la Parola di Dio era intervallata da musiche e canti sacri. Era come se Gesù fosse proprio lì, in mezzo a noi e ci stesse aspettando ed ascoltando uno per uno, per rispondere alle nostre preghiere.
L’indomani mattina si è finalmente materializzato il vero motivo della nostra presenza in quel luogo: l’ostensione della Sacra Sindone. Ai nostri occhi si è presentato un lenzuolo bianco, in cui si vedevano impresse sia le sofferenze che il Figlio di Dio ha dovuto sopportare per salvarci, sia la bontà e l’amore che Gesù, oggi come ieri, ci dimostra.
Silenzio e contemplazione ci hanno sempre accompagnati in questo pellegrinaggio, a dimostrazione che ancora oggi noi giovani siamo alla ricerca della Verità. Forse perché, immersi nel caos quotidiano di una società in cui i valori sono sempre più messi in discussione, sentiamo davvero il bisogno di una guida che ci indichi la giusta via da seguire.

lunedì 1 marzo 2010

Trieste, capitale dell'olio extra vergine

Tra le tante affinità che il capoluogo giuliano vanta c'è anche quella con la buona tavola. Basta pensare ai piatti gustosi come la Jota, o ai vini del Carso come il Terrano, il Vitovska o il Malvasia, ma anche l'olio fa la sua parte.
Così anche quest'anno Trieste ospiterà nelle giornate dal 5 all'8 marzo la quarta edizione di "Olio Capitale" il salone degli oli extra vergini tipici e di qualità, organizzata dalla Fiera Trieste spa in collaborazione con l'Associazione nazionale Città dell'olio.
Per l'occasione, oltre ai tanti stand espositivi, si cimenteranno chef italiani, croati e sloveni che utilizzerano gli oli presenti al concorso per la preparazione di favolosi e gustosissimi piatti offerti al pubblico.
Certamente non solo il sapore la farà da padrona, visto che il primo premio in palio per la finale del concorso che si terrà in Spagna, precisamente a Jean, è di ben 4000 euro.
Chiunque volesse iscriversi al concorso deve affrettarsi perchè le candidature ammesse saranno solo 25. L'indirizzo cui fare riferimento è redazione@teatronaturale.it.
Non resta che augurare...buon assaggio!

domenica 7 febbraio 2010

Gelosia a Pordenone: al Verdi arriva Otello

(fonte foto: delteatro.it)
Come quasi tutti sanno "Otello" è una tragedia scritta intorno al 1603 da Shakespeare e da oltre 400 anni messa in scena, tradizionale o rivisitata. Sabato 6 Febbraio al teatro Verdi di Pordenone Arturo Cirillo ha presento "il suo Otello". Nel ruolo del protagonista vediamo un bravissimo Danilo Nigrelli, amante passionale e geloso della bella Monica Piseddu nei panni di Desdemona. Arturo Cirillo già regista si fa attore per interpretare Iago. Quest'ultimo è sempre stato il mio personaggio preferito(sono anche io vittima del fascino del "cattivo") ma non è per questo che Sabato sera l'ho trovato meraviglioso. È tutto merito delle innumerevoli sfaccettature che Arturo Cirilli ha saputo trasmettere interpretandolo. La meschinità, l'invidia, a volte il sarcasmo e la sagacia del manipolatore che contraddistinguono Iago sono apparsi reali, convincenti. Il tono di voce, i gesti e la mimica hanno creato l'illusione di trovarselo di fronte assistendo però impotenti davanti alle sue macchinosità. La scenografia consisteva in 2 pannelli al centro del palco che gli stessi attori giravano a seconda delle situazioni creando però un effetto piacevole, dove veniva meno il superfluo per lasciare posto a qualcosa di secondo me più importante: l'interpretazione di una delle più belle tragedie mai scritte.

Ai lettori dico: se ne avrete l'occasione andate a vederlo perchè è stato veramente uno spettacolo eccellente sotto tutti i punti di vista.


(fonte foto:cartellone.emr.it)