giovedì 17 giugno 2010

Giustizia per Sanaa

Lunedì 14 Giugno si è concluso il processo con rito abbreviato per l'omicidio di Sanaa, la ragazza marocchina uccisa dal genitore il 15 settembre 2009 a Pordenone. Condanna: Ergastolo.
Ma ricordiamo in breve cos'era successo: Sanaa Dafani, giovane di origine marocchina di 18 anni viene accoltellata a morte da El Katawi Dafani, il padre, che lavorava come cuoco in un ristorante della città(in cui io sono spesso andata a mangiare). Perchè vi chiederete, beh semplice: la ragazza era innamorata di Massimo De Biasio, un giovane del luogo e i suoi sentimenti erano ricambiati tanto da aver iniziato a convivere. El Katawi però non si è limitato solo ad ammazare quella figlia indegna ma ha ferito anche il ragazzo alle mani e all’addome. Da dove nasce tale intolleranza? cosa ha fatto di male Sanaa? Come può un padre uccidere una figlia? Credo che in molti si facciano tali domande ma non ci sono vere e proprie risposte. Purtroppo in alcuni Paesi del mondo le donne vengono trattate come schiave e non posseggono quelli che noi chiamiamo "diritti". Sfregiate con l'acido, uccise barbaramente, violentate in tenera età dal proprio marito, imprigionate, torturate. Questo è quello a cui si va incontro nascendo donna in alcune parti del pianeta. Per fortuna l'Italia non è compresa in questa cerchia e la condanna di El Katawi ne è la prova. A volte però mi dispiace non essere nata in Texas, forse lì la condanna sarebbe stata leggermente diversa.




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