Prenderà il vià stasera alle ore 20, presso il Caffé Kavarna @ net ad Ankarano, Capodistria, la nuova mostra personale dell'artista pugliese, triestino d'adozione, Fedele Boffoli, intitolata la Musica dell'Onda.
Un ciclo pittorico ad acrilico su tela, dedicato ad uno dei temi più cari all'autore, il mare, soggetto sempre e comunque prediletto. Le opere della serie I colori dell'onda, più volte esposta, verranno accompagnati da altri dipinti storici, visibili anche nel videovlip Come onde, e dalle musiche dell'arrangiatore e compositore polistrumentista Alessandro Simonetto.
Per la giornata inaugurante è previsto anche il concerto del gruppo Blue Phoenix hce ha precedentemente realizzato per l'espositore, la colonna sonora del recente video Cattedrale di luce dedicato alla chiesa sul mare di Trani.
Un collega e conterraneo dei Boffoli, Francesco Mignacca, critico e scrittore d'arte ha così giudicato le sue opere: "...Creare per vivere, contemplare per sentire, indagare per conoscere, è così che Boffoli intende il suo cammino. La creazione dell'opera diviene il mezzo attraverso cui contemplare il significato, e quest'ultimo riassunto meidante il simbolo gli restituisce l'energia vitale. Nella serie delle Onde, Boffoli non solo raggiunge questo grado di consapevolezza, ma lo fa deflagare in un esplosione di energia che nell'acqua trova il giusto mezzo d'espressione. Vortici, forze, vettori che muovono verso l'identificazione di quel nucleo profondo, quel centro dell'essere che non è toccato né dai dolori, né dalle gioie estreme: un centro di calma simboleggiato dal nucleo dell'onda, che non is fa travolgere dagli sbandamenti emotivi, in cui si ridimensionano gli eccessi e si educa l'anima a livelli più alti di conspevolezza e conoscenza...".
La mostrà si protrarrà fino al 13 settembre seguendo gli orari di apertura del Caffé culturale.
venerdì 13 agosto 2010
giovedì 5 agosto 2010
Tutte le vittorie sono davvero meritate?
Cari lettori mi scuso per il mio lungo periodo di assenza ma tra i mille impegni non sono più riuscita a pubblicare nulla.
Detto questo ieri sono andata al velodromo di Pordeone a vedere le gare regionali su pista di ciclismo per esordienti, allievi e juniores.
Devo ammettere che sono le mie preferite perchè posso vedere i ciclisti in ogni momento e quindi cogliere tutte le sfumature della corsa. Per svariati motivi poi posso anche accedere ai box dove ci sono le varie squadre e godermi la gara da quella angolazione.
La competizione era palpabile, i direttori sportivi comunicavano le strategie, gli atleti si riscaldavano pronti a sfidarsi. Durante una specialità alla quale stavo assistendo però ho notato una cosa e, stupendomi, ho chiesto spiegazioni a chi ne capisce più di me e la mia idea è stata confermata.
C'erano 2 atleti in netto vantaggio sugli altri grazie a numerose volate vinte e ve ne erano altri 2 ai quali mancava poco per riuscire a doppiare il gruppo con il maggior numero di corridori e riuscire quindi, in gergo, a "prendere il giro" guadagnando 20 punti e vincendo il titolo di campioni regionali.
Una bella soddisfazione se non fosse che i direttori sportivi li abbiano praticamente fermati favorendo la vittoria dei primi due.
Perchè fare questa manovra se tutti appartenevano alla stessa società?
C'è da aggiungere che uno dei cognomi dei quattro altleti in questino spiccava sugli altri nel mondo delle corse e quindi forse questo ha influenzato la decisione. Credo inoltre che questo non sia stato un episodio isolato ma che in molti casi si usino queste bassezze.
Le domande che mi sono posta dopo questo fatto sono molteplici: la meritocrazia esiste o è solo un'utopia? Cosa si insegna ai ragazzi di oggi? e soprattutto a 17 anni è giusto rimanere nell'ombra per la "gloria" altrui?
Secondo me tutti hanno il diritto di provare quanto valgono perchè nessuno è nato gragario, specie da adolescenti quando si cerca di crescere e capire chi si è e cosa si vuole fare nella propria vita.
Ora sta a voi giudicare ma soprattutto riflettere.
Detto questo ieri sono andata al velodromo di Pordeone a vedere le gare regionali su pista di ciclismo per esordienti, allievi e juniores.
Devo ammettere che sono le mie preferite perchè posso vedere i ciclisti in ogni momento e quindi cogliere tutte le sfumature della corsa. Per svariati motivi poi posso anche accedere ai box dove ci sono le varie squadre e godermi la gara da quella angolazione.
La competizione era palpabile, i direttori sportivi comunicavano le strategie, gli atleti si riscaldavano pronti a sfidarsi. Durante una specialità alla quale stavo assistendo però ho notato una cosa e, stupendomi, ho chiesto spiegazioni a chi ne capisce più di me e la mia idea è stata confermata.
C'erano 2 atleti in netto vantaggio sugli altri grazie a numerose volate vinte e ve ne erano altri 2 ai quali mancava poco per riuscire a doppiare il gruppo con il maggior numero di corridori e riuscire quindi, in gergo, a "prendere il giro" guadagnando 20 punti e vincendo il titolo di campioni regionali.
Una bella soddisfazione se non fosse che i direttori sportivi li abbiano praticamente fermati favorendo la vittoria dei primi due.
Perchè fare questa manovra se tutti appartenevano alla stessa società?
C'è da aggiungere che uno dei cognomi dei quattro altleti in questino spiccava sugli altri nel mondo delle corse e quindi forse questo ha influenzato la decisione. Credo inoltre che questo non sia stato un episodio isolato ma che in molti casi si usino queste bassezze.
Le domande che mi sono posta dopo questo fatto sono molteplici: la meritocrazia esiste o è solo un'utopia? Cosa si insegna ai ragazzi di oggi? e soprattutto a 17 anni è giusto rimanere nell'ombra per la "gloria" altrui?
Secondo me tutti hanno il diritto di provare quanto valgono perchè nessuno è nato gragario, specie da adolescenti quando si cerca di crescere e capire chi si è e cosa si vuole fare nella propria vita.
Ora sta a voi giudicare ma soprattutto riflettere.
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