Cari lettori mi scuso per il mio lungo periodo di assenza ma tra i mille impegni non sono più riuscita a pubblicare nulla.
Detto questo ieri sono andata al velodromo di Pordeone a vedere le gare regionali su pista di ciclismo per esordienti, allievi e juniores.
Devo ammettere che sono le mie preferite perchè posso vedere i ciclisti in ogni momento e quindi cogliere tutte le sfumature della corsa. Per svariati motivi poi posso anche accedere ai box dove ci sono le varie squadre e godermi la gara da quella angolazione.
La competizione era palpabile, i direttori sportivi comunicavano le strategie, gli atleti si riscaldavano pronti a sfidarsi. Durante una specialità alla quale stavo assistendo però ho notato una cosa e, stupendomi, ho chiesto spiegazioni a chi ne capisce più di me e la mia idea è stata confermata.
C'erano 2 atleti in netto vantaggio sugli altri grazie a numerose volate vinte e ve ne erano altri 2 ai quali mancava poco per riuscire a doppiare il gruppo con il maggior numero di corridori e riuscire quindi, in gergo, a "prendere il giro" guadagnando 20 punti e vincendo il titolo di campioni regionali.
Una bella soddisfazione se non fosse che i direttori sportivi li abbiano praticamente fermati favorendo la vittoria dei primi due.
Perchè fare questa manovra se tutti appartenevano alla stessa società?
C'è da aggiungere che uno dei cognomi dei quattro altleti in questino spiccava sugli altri nel mondo delle corse e quindi forse questo ha influenzato la decisione. Credo inoltre che questo non sia stato un episodio isolato ma che in molti casi si usino queste bassezze.
Le domande che mi sono posta dopo questo fatto sono molteplici: la meritocrazia esiste o è solo un'utopia? Cosa si insegna ai ragazzi di oggi? e soprattutto a 17 anni è giusto rimanere nell'ombra per la "gloria" altrui?
Secondo me tutti hanno il diritto di provare quanto valgono perchè nessuno è nato gragario, specie da adolescenti quando si cerca di crescere e capire chi si è e cosa si vuole fare nella propria vita.
Ora sta a voi giudicare ma soprattutto riflettere.
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