venerdì 30 aprile 2010

Euro bike tour 2010, una vacanza più che salutare

Cinque giorni e quattro notti con la propria bicicletta su un percorso a tappe tra Italia, Slovenia e Austria. L'organizzazione Eurobike Trieste ha pensato ad una pedalata-vacanza per divertirsi e per muoversi un pò. L'inedita opportunità di godere di paesaggi e prelibatezze tipiche di luoghi vicini, certo, ma forse mai esplorati, è imperdibile.
Prima giornata:16 giugno, dedicata alle Alpi Giulie, lungo la nuova pista ciclabile che collega Tarvisio a Kranjska Gora. Da qui dritti a Villacco e poi rientro a Tarvisio.
Seconda giornata: 17 giugno, tutto in discesa! Da Tarvisio si percorre la nuova Alpe Adria fino a Pontebba. E poi da Spessa alle famosi valli del Collio.
Terza giornata: 18 giugno, da Fogliano all'Isola della Cona passando per la l'isola d'oro, Grado.
Quarta giornata: 19 giugno, tratti in caduta sul mare e altri di tipica boscaglia carsica. Sistiana, Basovizza e finalmente Trieste dove ad attenderci ci sarà la meravigliosa e rinomata Piazza Unità d'Italia.
Ultima giornata: 20 giugno, saluto al capoluogo giuliano e giù dal sellino. Il tram storico salirà fino a Opicina dove, dopo il pranzo e le premiazioni, seguirà la partenza per Tarvisio.
Per informazioni, iscrizioni, orari e indirizzi visitate il sito www.eurobiketour.eu.
Una vacanza alternativa, certo, ma straordinariamente salutare!

mercoledì 28 aprile 2010

L'alabarda non solo su un pallone rotondo

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Rugby Trieste nasce su iniziativa di un gruppo di ex giocatori provenienti da tutte le squadre che hanno scritto la Storia del Rugby triestino negli ultimi cinquant’anni: A.s. Rugby Fiamma, A.s. Rugby Libertas, CUS Trieste Rugby, A.s. Rugby Trieste, Rugby Club Bira-Bora Trieste.
Uno dei principali fautori della rinascita rugbystica locale è l'attuale presidente Carlalberto Dovigo che nel 2004, anno della nascita della società triestina, decise di dare un contributo concreto alla ricomparsa di questo nobile sport sulla scena locale, in cui era assente da già 5 anni.
Ma quale madre manderebbe il proprio scricciolo a prenderle di santa ragione, tra placcaggi, scivolate, touche e mischie? 
Quella triestina di sicuro! Infatti, in sei anni di vita, l'associazione sportiva ha incrementato i tesserati del 300%, frutto di una promozione incredibilmente efficace, condotta nelle scuole primarie e secondarie.
Purtroppo però la società triestina ha un problema non poco comune per le associazioni sportive: sponsor e strutture adeguate, magari di proprietà.
Come spesso accade questi punti rischiano di diventare dei veri e propri talloni d'Achille per società sportive che nonostante tutto, vantano successi non indifferenti.
E' proprio il caso della Rugby Trieste che nella categoria Under 14 conta 4 ragazzi della rappresentativa regionale e in quella Under 16 vede ben 2 ragazzi convocati dalla Federazione Italiana Rugby per una selezione nazionale con la possibilità di accedere presso una sorta d'Accademia organizzata dalla Federazione stessa. In questa struttura i ragazzi frequenterebbero per cinque anni le dovute lezioni curriculari seguite dagli allenamenti pomeridiani sotto la guida di "coach federali". Nei weekend rientrerebbero nelle rispettive città per giocare la domenica tra le fila dei club di appartenenza.
Non va dimenticata la pupilla dell'associazione triestina, Alex Morsellino, convocato nella Nazionale Under 18 "6 nazioni".
Al di là delle solite "questioni di soldi", la volontà di portare avanti il sogno sportivo dei tanti giovani c'è ed è forte, così forte che magari, da sola, basterà a far vestire la maglia azzurra ad una recluta triestina.
E allora forza ragazzi che i Bergamasco vi aspettano!

martedì 20 aprile 2010

Viaggio a Torino per vedere la Sacra Sindone

“Venite e vedrete” recitava il motto della nostra avventura e così ho fatto.
C’ero anch’io tra quei 160 giovani della Diocesi di Treviso che il 17 e 18 aprile scorso hanno partecipato al pellegrinaggio con il Vescovo a Torino, per vedere la Sacra Sindone.
Tutto è iniziato alle 6.15 di sabato 17 aprile, quando, suddivisi in tre pullman siamo partiti col cuore pieno di domande, o forse perché, come disse San Tommaso: “finché non vedo, non credo”.
A tal proposito mi piacerebbe condividere alcune considerazioni personali e raccontare delle impressioni che, come ho potuto constatare, sono state condivise da molti dei ragazzi e ragazze che erano con me.
La prima cosa che ho notato è che ci sono ancora delle realtà religiose molto attive e giovani, all’interno delle parrocchie della diocesi di Treviso: ragazzi e ragazze che, spinti da curiosità più disparate, si mettono alla ricerca di Dio, ponendosi domande e cercando risposte nella fede, nella Parola del Signore e nelle testimonianze della Sua presenza.
Sono stati due giorni pieni di emozioni, che hanno messo alla prova tutti fisicamente, mentalmente, ma soprattutto spiritualmente, grazie alle testimonianze di chi, dopo aver sentito il bisogno di avvicinarsi a Dio, si è messo al servizio dei fratelli più bisognosi o è diventato portatore della Sua Parola: dall’incontro con alcune suore di clausura presso il Santuario della Spina di Pralormo, che con estrema semplicità e serenità d’animo hanno raccontato la loro esperienza vocazionale, invitando tutti a trovare un momento di silenzio e ad esercitare quella che loro hanno definito “la ginnastica del sorriso”.
Al momento di meditazione con il Vescovo di Treviso, Gianfranco Agostino Gardin, il quale, con parole dirette e familiari ha voluto preparare l’uditorio alla visita alla Sindone, riflettendo come l’unico figlio di Dio ha voluto farsi uomo, tanto da accettare una morte così feroce e decidere di non sottrarsi alla sentenza dei giudici che l’hanno condannato.
Una riflessione asciutta, ma nello stesso tempo significativa, che in molti ha suscitato riflessioni profonde, stando alla successiva condivisione in gruppi: momento di vera comunione tra giovani, che è servito ad avvicinarci e a conoscerci.
Porterò sempre con me il vivo ricordo dell’adorazione eucaristica: nonostante la stanchezza per l’intensa giornata, siamo riusciti a raccoglierci in una preghiera silenziosa e partecipata, in cui la Parola di Dio era intervallata da musiche e canti sacri. Era come se Gesù fosse proprio lì, in mezzo a noi e ci stesse aspettando ed ascoltando uno per uno, per rispondere alle nostre preghiere.
L’indomani mattina si è finalmente materializzato il vero motivo della nostra presenza in quel luogo: l’ostensione della Sacra Sindone. Ai nostri occhi si è presentato un lenzuolo bianco, in cui si vedevano impresse sia le sofferenze che il Figlio di Dio ha dovuto sopportare per salvarci, sia la bontà e l’amore che Gesù, oggi come ieri, ci dimostra.
Silenzio e contemplazione ci hanno sempre accompagnati in questo pellegrinaggio, a dimostrazione che ancora oggi noi giovani siamo alla ricerca della Verità. Forse perché, immersi nel caos quotidiano di una società in cui i valori sono sempre più messi in discussione, sentiamo davvero il bisogno di una guida che ci indichi la giusta via da seguire.