martedì 20 aprile 2010

Viaggio a Torino per vedere la Sacra Sindone

“Venite e vedrete” recitava il motto della nostra avventura e così ho fatto.
C’ero anch’io tra quei 160 giovani della Diocesi di Treviso che il 17 e 18 aprile scorso hanno partecipato al pellegrinaggio con il Vescovo a Torino, per vedere la Sacra Sindone.
Tutto è iniziato alle 6.15 di sabato 17 aprile, quando, suddivisi in tre pullman siamo partiti col cuore pieno di domande, o forse perché, come disse San Tommaso: “finché non vedo, non credo”.
A tal proposito mi piacerebbe condividere alcune considerazioni personali e raccontare delle impressioni che, come ho potuto constatare, sono state condivise da molti dei ragazzi e ragazze che erano con me.
La prima cosa che ho notato è che ci sono ancora delle realtà religiose molto attive e giovani, all’interno delle parrocchie della diocesi di Treviso: ragazzi e ragazze che, spinti da curiosità più disparate, si mettono alla ricerca di Dio, ponendosi domande e cercando risposte nella fede, nella Parola del Signore e nelle testimonianze della Sua presenza.
Sono stati due giorni pieni di emozioni, che hanno messo alla prova tutti fisicamente, mentalmente, ma soprattutto spiritualmente, grazie alle testimonianze di chi, dopo aver sentito il bisogno di avvicinarsi a Dio, si è messo al servizio dei fratelli più bisognosi o è diventato portatore della Sua Parola: dall’incontro con alcune suore di clausura presso il Santuario della Spina di Pralormo, che con estrema semplicità e serenità d’animo hanno raccontato la loro esperienza vocazionale, invitando tutti a trovare un momento di silenzio e ad esercitare quella che loro hanno definito “la ginnastica del sorriso”.
Al momento di meditazione con il Vescovo di Treviso, Gianfranco Agostino Gardin, il quale, con parole dirette e familiari ha voluto preparare l’uditorio alla visita alla Sindone, riflettendo come l’unico figlio di Dio ha voluto farsi uomo, tanto da accettare una morte così feroce e decidere di non sottrarsi alla sentenza dei giudici che l’hanno condannato.
Una riflessione asciutta, ma nello stesso tempo significativa, che in molti ha suscitato riflessioni profonde, stando alla successiva condivisione in gruppi: momento di vera comunione tra giovani, che è servito ad avvicinarci e a conoscerci.
Porterò sempre con me il vivo ricordo dell’adorazione eucaristica: nonostante la stanchezza per l’intensa giornata, siamo riusciti a raccoglierci in una preghiera silenziosa e partecipata, in cui la Parola di Dio era intervallata da musiche e canti sacri. Era come se Gesù fosse proprio lì, in mezzo a noi e ci stesse aspettando ed ascoltando uno per uno, per rispondere alle nostre preghiere.
L’indomani mattina si è finalmente materializzato il vero motivo della nostra presenza in quel luogo: l’ostensione della Sacra Sindone. Ai nostri occhi si è presentato un lenzuolo bianco, in cui si vedevano impresse sia le sofferenze che il Figlio di Dio ha dovuto sopportare per salvarci, sia la bontà e l’amore che Gesù, oggi come ieri, ci dimostra.
Silenzio e contemplazione ci hanno sempre accompagnati in questo pellegrinaggio, a dimostrazione che ancora oggi noi giovani siamo alla ricerca della Verità. Forse perché, immersi nel caos quotidiano di una società in cui i valori sono sempre più messi in discussione, sentiamo davvero il bisogno di una guida che ci indichi la giusta via da seguire.

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