Lo scorso venerdì, incuriosita da una locandina che citava la presenza di David Sassoli (ex gornalista del Tg1 ed ora parlamentare europeo) in quel di Treviso, sono andata presso l'Università cittadina per assistere alla sua conferenza, armata di penna, block notes (e di nonna!).
Non appena entrata in sala, mi sono guardata attorno e... con stupore ho scoperto di essere la più giovane tra i presenti in sala e subito ho pensato: "per fortuna che la conferenza s'intitola "L'Europa e la famiglia del FUTURO!".
Dopo questa mia riflessione, eccolo: il relatore entra in sala, si siede in cattedra e... sorride (a mio avviso deve aver avuto il mio stesso pensiero!), ma subito inizia a tenere il suo discorso.
Inizia sciorinando dati, affermando che nel 2050 in Europa ci saranno circa 102.000.000 di persone che non saranno in grado di lavorare perchè troppo anziane, che la maggior parte della forza lavorativa mondiale si sposterà verso l'Africa e l'America Latina, facendo perdere all'Europa il primato di spazio economico più ricco del mondo, che invece ha oggi: insomma, uno scenario tutt'altro che roseo.
Continua poi affermando che, per quanto riguarda le politiche sociali europee, esistono vari modelli, tra i quali: quello Francofono, quello Scandinavo, quello Mitteleuropeo e quello Anglosassone; l'Italia non rientra in nessuno di questi, in quanto ha da sempre agito a sostegno delle famiglie in modo frammentato e solo se possedeva i cosiddetti "resti del bilancio" (in poche perole, solo se le avanzavano soldi).
Seguendo questo interessante convegno, non potevo fare a meno di domandarmi che fine avesse fatto il David Sassoli giornalista, quello che ero abituata a veder ogni giorno al Tg1 delle 20, che con professionalità racccontava le notizie del giorno...
Ma ad un certo punto ecco: è bastata una domanda dal pubblico sull'analfabetismo di ritorno a far riaffiorare la sua "deformazione professionale"... Riporto le sue testuali parole "la scuola di oggi dà solo strumenti rudimentali, ma non insegna a leggere i giornali, che non sono altro che la trasposizione di ciò che ci accade attorno. Va bene preparare i giovani alle sfide del futuro, però devono soprattutto essere in grado di capire la storia di tutti i giorni ed essere consapevoli della realtà che li circonda".
Insomma, diamo voce al GIORNALISMO!!!!
Nessun commento:
Posta un commento