Dopo alcune dichiarazioni del presidente della Regione Renzo Tondo, seguite alla proposta dell'assessore regionale all'Università, Alessia Rosolen, si era intesa l'intenzione di sopprimere gli Erdisu, enti regionali per il diritto e le opportunità allo studio universitario, che si occupano di dare assistenza agli studenti, fornendo alloggi nelle apposite Case dello Studente ed erogando borse di studio.
Gli studenti allarmati sono subito passati all'azione e, oltre a fondare il gruppo "Coordinamento studenti capaci e meritevoli per il diritto allo studio", lo scorso 4 maggio si sono presentati in piazza Oberdan, sotto il Palazzo del Consiglio regionale e ha suon di slogan e fischi contro gli ennesimi tagli allo studio, hanno portato a casa dei risultati.
Oltre all'appoggio espresso dai consiglieri regionali del gruppo Pd, Codega e Menis, anche il capogruppo del Pdl, Daniele Galasso ha rassicurato i giovani protestanti garantendo che la cancellazione degli Erdisu non sarebbe stata inserita nel disegno di legge sul finanziamento agli atenei così da concentrare il Consiglio sull'ascolto delle istanze degli atenei e delle rappresentanze studentesche.
Peccato che la questione slitta dal piano istituzionale a quello personale: l’assessore Rosolen si dice persino disponibile a farsi da parte se viene considerata un ”problema politico”, ricordando però d’aver ricevuto un mandato chiaro dal presidente Renzo Tondo, quello, appunto, di riformare gli Erdisu.
Mentre ieri si teneva una riunione del gruppo del Pdl con Tondo e la stessa Rosolen, il portavoce della protesta Mario Albanese ha ribadito che il presupposto per parlare della revisione degli Erdisu è una proposta concreta, sulla quale gli studenti possano esprimere la propria opinione e che non consista solo nella riduzione dei servizi. Preoccupazioni non condivise dalla destra studentesca: Rocco Ferluga, della Lista Oltre-Student Office ha dichiarato: "Prendiamo atto e ci dispiace che alcune liste universitarie, per proprio interesse elettorale, abbiano usato in maniera strumenta le informazioni false" e Francesco Clun, presidente triestino di Azione universitaria, ha parlato di "manifestazione fine a se stessa". Continua Clun:"Mi chiedo come si possa giudicare una proposta senza che allo stato attuale delle cose vi sia effettivivamente un documento su cui dibattere e avendo già fissato per questa settimana un incontro proprio con l’assessore competente".
Anche la politica regionale pare seguire la trama da soap opera hollywoodiana cui le grandi cariche nazionali ci hanno abituato: offese personali, urla tra i corridoi ma poi...nulla di concreto, e come sempre, non resta che aspettare.
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